Dalla passione per i motori nata in Australia alla creazione di GT Queens, un progetto internazionale dedicato alle donne nel mondo automotive: Antoinette Petruccelli racconta il suo percorso, la sua visione e l’importanza di creare spazi in cui ogni donna possa sentirsi protagonista. Un viaggio fatto di passione, community e impegno concreto per trasformare l’empowerment femminile in nuove opportunità.
Intervista a cura di Anna Mangione.
Come è nato il progetto legato a GT Queens e da cosa nasce la tua passione per il mondo automotive?

“GT Queens nasce qualche anno fa da un’intuizione semplice ma potente da un ragazzo,Andrea, osservando i raduni automobilistici, si accorse che mancava uno spazio in cui le donne fossero davvero protagoniste, non semplici spettatrici. Tutto iniziò con un profilo Instagram. Quando ho conosciuto Andrea e la sua storia, ho sentito che quel profilo meritava di diventare qualcosa di più grande, un progetto capace di creare spazi autentici per ogni donna che ama i motori. Il progetto GT Queens va oltre il profilo Instagram. GT Queens è un santuario dove appartenenza e forza si fondono in un’unica, inconfondibile presenza, pura passione.
Dal primo evento a Lugano sto sviluppando il progetto in vari sfaccettature. Incluso il GT Queens Lounge e Lifestyle.
La mia passione, invece, affonda le radici nella mia infanzia. Sono nata in Australia, e fu mio padre a trasmettermi il suo amore per le auto e per il motorsport. Per me guidare non è mai stata la velocità: è libertà, quella che si prova percorrendo le strade più belle, con il vento e il motore come unici compagni.“
Come si sta evolvendo il progetto e come vuoi svilupparlo?

“In questi anni GT Queens è cresciuta attraverso eventi propri e partecipazioni ad altri appuntamenti : dal karting, drifting con Crazy Drift Girls poi al MIMO, dove siamo state presenti il mese scorso.
Oggi GT Queens è una piattaforma internazionale, aperta a tutte le donne, ai nostri sostenitori, associazioni e club che vogliono viverla liberamente.
Il cuore del progetto resta la community, gli eventi e lo stile di vita che li accompagna. Ma la mia visione va oltre: voglio costruire qualcosa che oggi non esiste ancora a livello internazionale, un ecosistema che renda la donna protagonista non solo nel motorsport, ma nella vita di tutti i giorni.“
Le realtà legate all’empowerment femminile si stanno moltiplicando — AWA è una di queste. Come l’avete conosciuta e cosa pensi della vostra collaborazione?
“Sono sempre favorevole a chi opera per il bene concreto. Amo collaborare per le cause giuste, per tutte le donne che condividono questa passione, qualunque sia il loro punto di partenza. Non basta parlarne: bisogna esserci, con i fatti.
Non c’è soddisfazione più grande che sapere di aver aiutato una ragazza ad avvicinarsi ai propri sogni — darle motivazione, sostegno e ispirazione è, per me, il senso più autentico di questo lavoro.
Ho conosciuto l’Automotive Women Association attraverso i social, e ho capito subito che AWA ha davvero le ragazze al centro di tutto. GT Queens le sosterrà sempre. La nostra collaborazione ha anche un valore concreto: AWA può contare su di noi per raggiungere le donne con i propri progetti, e insieme possiamo costruire un mondo migliore per loro.
Oltre ad AWA, ci sono tante altre realtà che stanno facendo la differenza – penso, ad esempio, anche la scuola MTS.“
Cosa si può fare per aumentare la presenza femminile e l’empowerment nel settore automotive?
“Io credo nella concretezza: bisogna andare dove sono le ragazze. La presenza fisica, il dialogo diretto, l’ascolto, anche delle bambine e dei loro sogni sono fondamentali. Ma soprattutto, bisogna esserci nei luoghi dove le donne sono ancora lasciate sole e sostenerle. È lì che si fa davvero la differenza.
L’empowerment, per me, non è uno slogan: è un gesto quotidiano. È dare a una ragazza la fiducia di sedersi al volante, di alzare la mano in un paddock dove è ancora l’unica donna, di credere che quel mondo appartenga anche a lei. Significa creare modelli reali a cui ispirarsi, mostrare che ci sono donne che ce l’hanno fatta, che guidano, che dirigono, che costruiscono, perché si diventa ciò che si riesce a immaginare. GT Queens vuole essere esattamente questo: uno specchio in cui ogni donna appassionata di motori possa riconoscersi, e da cui possa partire per realizzare i propri sogni e magari aiutare anche il prossimo.
Insieme possiamo fare tante cose.“

