Dal sim racing con SIM Pink Maranello ai kart, dai box del Grand Prix Historique de Monaco fino al suo nuovo ruolo di collaudatrice: Lucrezia Milanese racconta un percorso costruito con passione, formazione e voglia di mettersi continuamente in gioco, dimostrando che nel motorsport non esiste un solo modo per realizzare il proprio sogno.
Intervista a cura di Luca Greco (Synesthesia)
Lucrezia, quando è scoccata la scintilla per il motorsport? C’è stato un momento in cui hai capito che quella passione sarebbe diventata parte della tua vita?
“Sì, tutto è iniziato quando avevo quattro anni. Dopo un pranzo della domenica dai nonni, invece di andare a giocare, decisi di fermarmi a guardare con mio nonno una gara di Formula 1. Lui era un grandissimo appassionato di motori e mi ha trasmesso questa passione quasi senza accorgersene. Mi incuriosiva il fatto che, durante i Gran Premi, restasse incollato alla televisione, anche se all’inizio non capivo davvero cosa stesse guardando. Era il periodo in cui la Formula 1 veniva ancora trasmessa sulla Rai: sono passati ormai quasi vent’anni, ma ricordo ancora quella sensazione di curiosità.
Mio nonno è stato una figura fondamentale nel mio percorso. Non ci limitavamo a seguire insieme la Formula 1: fino ai miei dieci anni, nella zona in cui vivo si disputava anche un rally e ogni tanto mi portava a vedere le prove. È stato proprio grazie a quelle esperienze che ho capito di voler lavorare nel mondo dell’automotive.
All’inizio sognavo di diventare ingegnere di pista, un ruolo che oggi non fa più parte dei miei obiettivi, ma che allora mi affascinava moltissimo dal punto di vista tecnico. Per questo ho scelto di frequentare un istituto aeronautico. Poi, nel 2021, subito dopo il periodo del Covid, la mia vita ha preso una direzione completamente diversa e anche il mio percorso è cambiato. Da quel momento sono nate nuove opportunità che mi hanno portata fino a dove sono oggi.“
Oggi vivi il motorsport da prospettive molto diverse: sei pilota nel karting, gareggi nel simracing e hai fatto esperienza anche come meccanica di pista. Cosa ti affascina di ciascuno di questi ruoli e cosa ti hanno insegnato?

“Partirei dal sim racing, perché è stato il mio punto di ingresso nel motorsport. Ho iniziato durante la pandemia, nel 2020, e mi ha fatto capire subito quanto il mondo delle corse reali sia impegnativo. Mi sono specializzata nelle gare endurance, che vanno dalle 6 alle 24 ore, e proprio lo scorso fine settimana ho disputato la mia prima 24 Ore di Spa con il team di SIM Pink Maranello. Il sim racing mi ha insegnato soprattutto una cosa: la costanza. Nelle gare endurance non vince chi fa il giro più veloce, ma chi riesce a mantenere lo stesso ritmo per ore. Quando sono passata ai kart reali non ero la più veloce, perché dovevo ancora fare esperienza e macinare chilometri, ma tutti notavano la mia regolarità in pista. Quella capacità di restare concentrata e mantenere un passo costante è qualcosa che porto ancora oggi in ogni gara.
I kart, invece, mi hanno insegnato a non mollare mai. È uno sport molto duro, sia fisicamente sia mentalmente. Ho imparato a incassare le difficoltà, a rialzarmi e a continuare a lavorare su me stessa. Tra simulatore e pista c’è uno scambio continuo: quello che imparo in un mondo lo porto nell’altro, cercando ogni volta di colmare le mie lacune.
Infine, l’esperienza come meccanica mi ha permesso di riscoprire una manualità che avevo messo da parte. Lavorare su vetture storiche, con soluzioni tecniche molto diverse da quelle delle auto moderne, è stata una palestra straordinaria. Farlo al Grand Prix Historique de Monaco, su uno dei circuiti più iconici al mondo, ha reso quell’esperienza ancora più speciale.“
Tra le esperienze più emozionanti del tuo percorso c’è proprio il Grand Prix Historique de Monaco, dove hai lavorato come meccanica nel team AWA insieme a Racing Classic. Che cosa hai provato entrando in un paddock così iconico e quali sono i ricordi che porterai sempre con te?
“Non ero mai stata a Monaco prima, l’avevo sempre vista solo in televisione. Quando sono arrivata in pista avevo la pelle d’oca. Sembrava un sogno realizzato. Ho potuto camminare sulla pista e lavorare a stretto contatto con tre vetture di epoche storiche diverse, ampliando enormemente il mio bagaglio tecnico. È raro poter stare a uno o due metri da macchine del genere, se non in un museo. Sono tornata a casa con la galleria del telefono letteralmente piena di foto. E poi camminare nel paddock, incrociare campioni come Fernando Alonso che ho sempre e solo visto in TV… sono state emozioni grandissime.“

Oltre a correre, ricopri anche il ruolo di Team Principal di SIM Pink Maranello, un progetto che promuove l’inclusione nel simracing. Come vedi il futuro delle donne nel motorsport e quanto pensi sia importante creare opportunità per le nuove generazioni?

“Nei 5 anni in cui corro, sia virtualmente che realmente, ho visto un incremento della presenza femminile. Non posso dire che sia ancora un incremento notevole, direi una bugia, ma vedo facce nuove ogni anno. Il motorsport reale è molto costoso e trovare sponsor per finanziare una stagione è difficilissimo per chiunque, figuriamoci per le donne che sono già numericamente poche. Sul simulatore le ragazze sono ancora poche, ma ogni anno vedo importanti passi avanti. Questo significa che stiamo andando verso la direzione giusta. Per questo credo molto nel progetto SIM Pink Maranello. È un ambiente in cui le ragazze possono crescere, confrontarsi e fare esperienza nelle competizioni endurance, sviluppando competenze che vanno ben oltre la guida. Nel mio ruolo di Team Principal cerco di coordinare il gruppo e di mettere ogni pilota nelle condizioni migliori per esprimersi, perché una gara di durata si vince soprattutto come squadra.
Il futuro si costruisce oggi, se lavoriamo bene adesso, superando le difficoltà senza fermarci, le nuove generazioni troveranno un ambiente diverso.“
Se una ragazza ti dicesse: “Vorrei lavorare nel motorsport, ma non so da dove iniziare”, quale sarebbe il primo consiglio che le daresti?
“Il primo consiglio è: sonda tutto l’ambito del motorsport. Molti pensano che esistano solo piloti, meccanici e ingegneri. In realtà dietro c’è un mondo enorme per mandare avanti tutto: ci sono i Team Principal, i Team Manager, i manager dei piloti, e poi un settore importantissimo come la comunicazione, che appassiona moltissime ragazze. Capisci cosa ti interessa veramente e poi usa lo strumento più potente che abbiamo: il telefono. Cerca corsi sul web, università, o posizioni aperte anche senza esperienza. È un settore in cui le certificazioni contano molto, quindi se c’è un corso o un percorso universitario da fare, fallo senza esitare. L’importante è non fermarsi mai.
La passione è ciò che ti dà lo slancio nei momenti difficili, quando ti chiedi “chi me l’ha fatto fare?”. Ma oltre alla passione serve la testa. Il corpo umano può arrivare ovunque, a prescindere dal genere, ma è la mente che fa la differenza. Nel motorsport devi essere costantemente pronta ad andare oltre i tuoi limiti fisici e mentali.”
Chiudiamo con AWA. L’associazione ti ha accompagnata in esperienze di grande valore, dal lavoro nei box di Monaco alla crescita professionale nel motorsport. Cosa ha rappresentato AWA per il tuo percorso e perché consiglieresti a un’altra ragazza di entrare a far parte di questa community?
“Per me AWA è stata un punto di svolta fondamentale, soprattutto per il corso da collaudatore con la Driving Experience di Modena. Mi hanno indirizzata e dato un aiuto enorme. E proprio questo lunedì (13 luglio) ho iniziato a lavorare ufficialmente come collaudatrice. È un traguardo bellissimo che porterò sempre nel cuore insieme ad AWA.
Grazie ad AWA ho avuto anche la possibilità di partecipare anche alla The Fox Running 10 con il team “Women on Track” e poi sempre grazie all’associazione ho fatto questa esperienza come meccanica al Grand Prix Historique de Monaco.
Consiglio vivamente alle ragazze di entrare in questa community. AWA si impegna a creare nuove opportunità ed esperienze in pista e fuori. Anche se oggi un’attività specifica non sembra interessarvi, domani potrebbe nascere il progetto perfetto per voi. Entrate, seguite l’associazione sui social, guardate come lavora e non perdete questa opportunità.“
