Dalla passione tramandata in famiglia alla scoperta di una forza capace di cambiare la vita. Tra curve, emozioni e sfide condivise, una madre e una figlia raccontano come il rally sia diventato molto più di uno sport: un percorso di rinascita, complicità e crescita personale. Dalle difficoltà affrontate fuori dall’abitacolo alle vittorie conquistate insieme, la loro storia è un intreccio di determinazione, fiducia reciproca e amore per i motori, che dimostra quanto “correre” possa davvero significare vivere.
Intervista a cura di Anna Mangione.
Come è nata la vostra passione e la vostra attività insieme nel mondo rally?
P: “La mia passione per i motori nasce da molto lontano, mi è stata tramandata da mio papà che era un giornalista sportivo e, soprattutto un grande appassionato di motorsport.“
V: “La nostra attività nel mondo rally è nata a seguito di un mio momento di difficoltà psicologica e di conseguenza anche fisica, mia mamma cercava disperatamente di tirarmi fuori da quel brutto momento e mi chiese di correre in macchina con lei, prima sinceramente non avevo passione per questo mondo, mentre lei è sempre stata appassionata fin da piccola.“
Qual è il momento più emozionante che avete condiviso?
P: “Da qui nascono il nostro sodalizio sportivo, l’inizio della guarigione e anche grandi soddisfazioni sportive.“
V: “Di momenti emozionanti ne abbiamo vissuto sicuramente tanti, a livello sportivo penso la vittoria nel campionato italiano femminile mentre a livello personale dopo la prima gara nel momento in cui mi resi conto di star bene e iniziai nuovamente a sorridere.“
Mamma e figlia nello stesso abitacolo, quali sono gli aspetti positivi e gli aspetti negativi? Se ci sono.

P: “Gli aspetti positivi di correre insieme mamma e figlia, sono sicuramente la complicità e la confidenza, il conoscersi talmente bene da non dover neanche parlare e il capirci solo guardandoci negli occhi o con i gesti è un’immensa ricchezza e, il sapere quando una ha bisogno dell’altra e intervenire nell’immediatezza con il sostegno, questa penso sia la cosa più bella.
Di aspetti negativi penso ce ne siano pochi o forse non ce ne sono perché quando entriamo nell’abitacolo, gli scontri che magari esistono nella vita di tutti i giorni tra mamma e figlia, soprattutto per diversità di carattere, nell’auto smettono di esistere perché lì, come ho detto prima subentra la complicità che annulla tutto il resto.
Forse l’unico aspetto negativo che mi riguarda è la responsabilità che ho nel sapere che accanto a me c’è mia figlia e quindi non posso permettermi di sbagliare e, forse da qui nasce un po’ di condizionamento emotivo.“
V: “Gli aspetti positivi sono sicuramente la complicità e la confidenza, molto spesso anche solo con uno sguardo ci capiamo, anche i lati negativi ci sono, io e mia mamma siamo due opposti caratterialmente quindi non mancano gli screzi.“
Se vi dicessimo “Correre è vita” come spieghereste questa frase?
P: “Per noi la frase “correre è vita” ha una grande valenza perché il correre in auto ci ha restituito una vita, la vita che facevamo fatica ad affrontare, per cui ci sentiamo forti debitrici verso questo sport.“
V: “Ma questa frase ha sicuramente una valenza importante per noi, a me personalmente ha restituito il sorriso e la voglia di vivere.“

Ci sono stati momenti difficili che avete vissuto in gara legati all’essere donna?
P: “Non ci sono stati particolari momenti difficili in gara legati all’essere donna, anzi gli uomini ci hanno sempre aiutate e forse il fatto di essere mamma e figlia ci ha esonerate dall’essere discriminate ma al contrario ci hanno sempre detto che regalavamo a questo sport una bella immagine pulita, pura e autentica.“
V: “Per quanto mi riguarda non ho mai vissuto momenti difficili legati all’essere donna, anzi gli uomini ci hanno sempre dato una mano quando potevano, l’unico aspetto negativo è che essendo donna e giovane a volte ti senti al centro dell’attenzione e con il mio carattere non amo esserlo.“
Quanto è importante l’attività di associazioni come AWA per poter superare il gender gap e sostenere l’empowerment femminile?
P: “È molto importante l’attività di associazioni come AWA in quanto, con il loro supporto, con le loro iniziative e, con la condivisione di storie di donne che hanno raggiunto importanti traguardi nel mondo dell’automotive, sono di grande ispirazione alle nuove generazioni femminili che devono essere incoraggiate a perseverare per raggiungere i propri obiettivi e ad inseguire i propri sogni senza avere la paura di essere discriminate, in quanto donne.“
V: “Sono fondamentali per supportare le donne ad emanciparsi in quanto l’emancipazione è libertà di decidere per se stessi e soprattutto per superare il gender gap.“